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INDAGINI PRIVATE IN ITALIA

 


Sintesi generale e orientativa. Pagina redatta con supporto legale.

 

 

LUOGHI PUBBLICI E AUTOVEICOLI

Il luogo pubblico non è tutelato dell'art. 615 C.P. (l'art. 615 vieta le interferenze illecite nella vita privata delle persone limitatamente ai luoghi di privata dimora) e in Italia non esiste il reato di pedinamento. In generale è ammesso verificare con discrezione comportamenti, compagnie, presenza, passaggi, ecc. di qualcuno in luogo pubblico. Anche un autoveicolo che si trova in luogo pubblico (strade, parcheggi pubblici) non è considerato privata dimora (i suoi occupanti non sono tutelati dall'art. 615 C.P.) tranne camper, roulotte o cabine di camion. Cassazione 28251/2009, Cassazione 45512/2014, Cassazione 10095/2001, il caso di Brescia Cassazione 12042/2008. Anche il Codice di Procedura Penale esclude il pedinamento dalle ipotesi di intercettazione e considera un localizzatore GPS solo "una forma atipica e innominata di pedinamento".
In luogo pubblico non è vietato neppure fotografare/riprendere qualcuno in modo occasionale e discreto. 
E' statuito che "chi si trova in luogo pubblico, o facilmente visibile da luogo pubblico, accetta consapevolmente di poter essere anche ripreso".
Condizione essenziale è che le finalità e le conseguenze siano legali (*).
Ad esempio foto, informazioni, dati, video, nomi, luoghi e circostanze non devono essere divulgati liberamente (su Facebook, Instagram, ad amici, conoscenti, colleghi, parenti) senza il consenso della persona indagata (con aggravanti nel caso di minori). Le informazioni ottenute vanno custodite e gestite con cura, segretezza e buon senso (usate a livello personale per ponderare e decidere o esibite solo in sede giudiziale sotto supervisione legale).
Altra condizione importante è che non si arrechi paura, disagio o molestia alla persona controllata.
La Cassazione ha statuito che: "pedinare in luogo pubblico può divenire reato qualora il soggetto pedinato, ben accorgendosi di essere seguito/controllato, subisca un chiaro disagio e venga molestato" (sentenze  18117/2014, 43439/2010, 5855/2001 rif. molestie art. 660 C.P. o aggravanti es. stalking).




INDAGINI IN PROPRIO (FAI DA TE).

Spesso le persone fanno indagini in proprio ('fai da te') su questioni personali. In generale è ammesso fare occasionali indagini in proprio su questioni personali, purchè con modalità, finalità e conseguenze legali (*). Con la sentenza 48264/2014 la Cassazione ha statuito: "E' necessaria la licenza di investigatore privato solo nel caso in cui le indagini vengano svolte per conto terzi, con regolarità e in forma imprenditoriale per fini di lucro". La Cassazione ha ammesso anche l'aiuto di amici e parenti senza fini di lucro.

Secondo la Cassazione le attività sopra "nulla hanno a che fare con il DL 196/2003" cioè con i noti adempimenti sulla privacy (sentenza 12042/2008). Solo aziende, enti, studi legali, agenzie, tribunali, ecc. hanno tali adempimenti. Ma tutti devono trattare/custodire i dati personali sensibili altrui con cura, segretezza e buon senso. Sono considerati dati sensibili anche le posizioni satellitari GPS (luoghi, abitudini di spostamento, orari).

 



INDAGINI AZIENDALI

Per le questioni aziendali è opportuno incaricare una seria agenzia investigativa specializzata nel ramo aziendale (solitamente si tratta di grosse e rinomate agenzie). O quantomeno bisogna avere una costante supervisione legale. In linea orientativa la Cassazione (sentenze 7776/1996, 9749/2016, 17113/2016, 15094/2018, ecc.) ha staiuto: "i datori di lavoro possono legittimamente investigare, anche tramite apposite agenzie, sulle condotte dei propri lavoratori estranee allo svolgimento dell'attività lavorativa". Significa che il datore di lavoro non può verificare di nascosto la qualità del lavoro del dipendente, ne con tecnologie ne con guardie giurate, investigatori o persone di fiducia. Ad es. l'art. 2 dello statuto dei lavoratori vieta di verificare di nascosto se una commessa è gentile con i clienti. Mentre, in presenza di motivati sospetti, si può verificare di nascosto se quella commessa ruba gli incassi. Purchè tutti i lavoratori siano stati informati che ci possono essere sistemi di videosorveglianza e/o altri controlli attivi. Si tratta quindi di danni patrimoniali all'azienda, atti illeciti penalmente rilevanti ai danni dell'azienda, rapporti esterni con la concorrenza, uso improprio legge 104, rischi tributari per l'azienda, rischi per l'incolumità fisica delle persone per sospette inadempienze del dipendente. In ogni caso l'indagine deve essere limitata nel tempo, non si devono arrecare molestia o mobbing al dipendente, non si possono indagare fatti della vita privata del dipendente estranei alle questioni aziendali, non si possono divulgare liberamente i risultati dell'indagine e non si può sconfinare nella privata dimora del dipendente (protetta dall'art. 615 CP).

E quando si indaga in luoghi di lavoro, ma non su questioni lavorative bensì sulla vita privata di qualcuno? In questo caso il luogo dove qualcuno lavora tende ad essere assimilato alla sua privata dimora, quindi protetto dall'art. 615 C.P. La Cassazione ha statuito che “la lesione della riservatezza ex art. 615 può consumarsi, attraverso illecite interferenze, anche nei locali ove si svolge il lavoro dei privati." Sentenza 10444/2006. Ma c'è confusione perchè la stessa Cassazione, in situazioni simili, ha emesso altre sentenze orientate invece al luogo pubblico. Si raccomanda di sentire un legale di fiducia.



TECNOLOGIE INVESTIGATIVE IN AUTOVEICOLI E LUOGHI PUBBLICI

La Cassazione ha statuito che il solo fatto di posizionare tecnologie in grado di captare l'audio all'interno di un autoveicolo di per sè non è un'intercettazione e non configura altri reati (sentenza 28251/2009). Ma l'art. 266 CPP non da una definizione chiara di intercettazione. Indica solo i requisiti, che sono: "assenza dell’autore della registrazione, inconsapevolezza degli interlocutori di essere captati e ausilio di strumenti meccanici o elettronici idonei a superare le naturali capacità dei sensi". Il rischio può nascere dopo, se la controparte dimostra l'esistenza di files o informazioni che possono essere solo frutto di intercettazione. Un esempio può essere dimenticare i files audio di un microregistratore in un PC accessibile a tutti. Files e informazioni ottenute vanno custoditi e gestiti con cura, segretezza e buon senso.



REGISTRARE/VIDEOREGISTRARE DI NASCOSTO SE CHI EFFETTUA LA REGISTRAZIONE E' PRESENTE

Una registrazione audio o video fatta di nascosto da qualcuno che prende parte ad una conversazione è lecita. La Cassazione ha più volte confermato che "quando la finalità della registrazione è quella di tutelare un diritto proprio o altrui è lecita, perchè chi prende parte ad una discussione accetta consapevolmente l’eventualità che il suo interlocutore possa captare il contenuto della stessa". La Cassazione ha ammesso anche registrazioni nascoste sul luogo di lavoro (11322/18).
Raccomandazioni di un noto studio legale:  

1) Modalità
corretta (la registrazione/videoregistrazione nascosta deve essere effettuata da qualcuno che sia fisicamente presente sul posto e che prenda parte alla conversazione). 
2) Conversazione/incontro in luogo pubblico o, al limite, nella privata dimora del soggetto che effettua la captazione nascosta (non nella privata dimora del soggetto ignaro).
3)
Finalità corretta
, cioè difendere un proprio o altrui diritto.
4) Conservare files e/o informazioni acquisite con cura, segretezza e buon senso (vanno eventualmente prodotti solo in giudizio e mai divulgati liberamente)
.

Posso registrare le mie telefonate? La Cassazione ha statuito che, nel caso di privati cittadini, è legale registrare le telefonate sulla propria linea senza preavvisare l'altro interlocutore. Es. sentenze 16886/2007, 18908/2011. Purchè con finalità lecite (*) e senza divulgarle a terzi.



  LA VIOLAZIONE DELLA PRIVACY
Parlando di indagini private molti fanno l'equazione "indagini=violazione della privacy". Ma la violazione della privacy avviene in determinate circostanze:
1) Controllando private dimore o pertinenze, dove il diritto alla privacy è espressamente tutelato dall'art. 615 CP.
2) Controllando sistemi per comunicare a distanza (smartphone, email, messaggi, chat, posta, WhatsApp, tablet, PC, ecc.) dove il diritto alla privacy è espressamente tutelato dagli art. 615-623 CP.
3) Divulgando indebitamente al pubblico dati personali sensibili o informazioni sulla vita privata di qualcuno. Ad esempio il solo fatto di scoprire qualcuno in dolce compagnia in un luogo pubblico non può essere una violazione della sua privacy. Mentre divulgare liberamente gli aspetti della sua vita privata, rendere pubbliche delle foto che lo ritraggono, divulgare liberamente i suoi dati personali sensibili, controllare sistematicamente ogni aspetto della sua vita, ecc. possono configurare violazione della privacy.



PUBBLICI REGISTRI

Principali informazioni alle quali chiunque ha il diritto di accedere: visura catastale e ipoteche, planimetria catastale, mappa catastale, estratto di mappa, rendita catastale, elenco immobili, perizia immobiliare, visura camerale, visura protesti, scheda persona e report persona, elenco soci, cariche aziendali, visura partecipazioni, visura statuto, visura targhe automobilistiche, visura proprietari, visura telaio veicolo, visura ipoteche immobili conservatoria, ispezione conservatoria, visura urbanistica e di P.R.G. certificato tribunale carichi pendenti (anche atti amministrativi). Alcuni siti Internet forniscono rapidamente informazioni da pubblici registri. Es. pratiche.it

Posso recarmi in comune e richiedere il certificato di residenza di qualcuno per conoscere il suo indirizzo o dove si è trasferito? Si. Anche le anagrafi comunali sono pubblici registri. E' opportuno disporre anche del codice fiscale della persona di cui si richiedono informazioni (consigliabile per evitare omonimie).


 

(*) 

IN GENERALE

(*) MODALITA'.
L'indagine deve essere mirata verso un preciso soggetto, fatto, circostanza. Deve essere svolta con discrezione e riservatezza per il tempo strettamente necessario. Foto, video, fatti, circostanze, informazioni e dati sensibili devono essere custoditi con cura, segretezza e buon senso (vanno usati a livello personale per ponderare e decidere o, se necessario, esibiti in sede giudiziale sotto supervisione legale). Ogni fatto, elemento, persona, informazione, ecc. che non sia connesso a ciò che si indaga deve essere ignorato, cestinato, oscurato. Infine il domicilio, la privata dimora, i telefonini, i PC, i tablet, la posta, WhatsApp, ecc. sono tutelati da apposite leggi (vedere sotto).

(*) FINALITA'/CONSEGUENZE.
Non è sufficiente che un'indagine venga svolta con modalità corrette. Bisogna prestare attenzione anche alle finalità e alle conseguenze. Le finalità di un'indagine devono essere tutelare propri o altrui diritti/interessi legittimi, prevenire azioni ingiuste, precostituire delle prove ed esercitare il diritto di difesa (art. 24 Costituzione), difesa legittima di incolumità, interessi, patrimonio, reputazione, dignità, salute. Non sono ammesse finalità o conseguenze illegali: molestare, spaventare, rubare, danneggiare, ricattare, estorcere, rapinare, diffamare, fare stalking, divulgare liberamente a terzi informazioni ottenute o dati personali sensibili, ecc.











In Italia ci sono apposite leggi che tutelano il diritto alla privacy in precise circostanze.


ARTT. 614/615 C.P. TUTELA DOMICILIO E PRIVATA DIMORA.
Solo le Forze dell'Ordine possono violare un domicilio e/o violare il diritto alla privacy nelle private dimore, previo mandato della Magistratura
(sono le famose intercettazioni ambientali). Questo è dovuto agli artt. 614/615 del C.P. che tutelano nello specifico il domicilio e il diritto alla privacy nelle private dimore.
Dintorni privata dimora. Con la sentenza 25666/2003 la Cassazione ha esteso la privata dimora anche alle immediate pertinenze dell'abitazione: ingressi, garage, pianerottoli. Secondo la Cassazione sono da considerarsi privata dimora "tutte le cose legate con l'abitazione o con altro luogo di privata dimora da stretto rapporto pertinenziale ai sensi dell'art. 817 c.c." Le aree cortilive e le porte di ingresso alle abitazioni vengono assimilate alla privata dimora se protette per impedire la visibilità da luogo pubblico (es. da siepi o muri). Gli artt. 614 e 615 non hanno alcun valore in luoghi pubblici o in autoveicoli (vedere inizio pagina).

E' ammesso controllare di nascosto la propria privata dimora senza essere presente negli ambienti controllati? "Chiunque si trovi nella privata dimora di qualcuno deve considerarsi protetto nella sua privacy ex art. 615 C.P." Cassazione 9235/2012. Gli organi giudicanti sono orientati alla condanna quando tutti i soggetti presenti in una privata dimora sono ignari del controllo nascosto. Questo divieto non si applica quando chi effettua il controllo nascosto è anche presente negli ambienti controllati (es. la curiosa sentenza della Cassazione 22221/2017).




ARTT. 617-623 C.P. TUTELA TELEFONATE, SMS, EMAIL, WHATSAPP, POSTA, PC, TABLET, SMARTPHONE
Solo le Forze dell'Ordine possono violare il diritto alla privacy delle comunicazioni a distanza, previo mandato della Magistratura (sono le famose intercettazioni telefoniche). Questo è dovuto principalmente agli artt. 617-623 del C.P. che tutelano nello specifico i sistemi per comunicare a distanza e il diritto alla privacy delle comunicazioni a distanza (in pratica parliamo di PC, tablet, telefonini, posta, email, WhatsApp, SMS, Telegram, Facebook messenger, ecc.). Es. Cassazione 112698/2003. Con la sentenza 2042/2008 la Cassazione ha chiarito che la tutela degli artt. 617-623 C.P. riguarda solo i sistemi per comunicare a distanza e il contenuto delle comunicazioni a distanza.

Se uno solo dei due interlocutori di una telefonata è ascoltabile (es. con un registratore nell'ambiente) è intercettazione telefonica? No. Secondo la Cassazione si può parlare di intercettazione telefonica solo se entrambi gli interlocutori sono captati (sentenza 4264/2006).



FAR CREDERE DI ESSERE QUALCUN'ALTRO
Attribuirsi falso nome o falso stato (far credere a qualcuno di essere altra persona) viola l'art. 494 del C.P. Es. assumere prove registrando conversazioni o chat con qualcuno al quale si è fatto credere di essere un'altra persona.

 



LE PROVE NON VALIDE
Di principio le prove acquisite con modalità illegali non vanno esibite in
tribunale. Ad es. le prove ottenute violando un domicilio (art. 614 CP), indagando in private dimore (art. 615 CP), intercettando messaggi e telefonate (artt. 617-623 CP), attribuendosi falsa identità (art. 494 CP). In questi casi, se le prove ottenute vengono esibite in tribunale, si rischia una controdenuncia. Es. Cassazione 35681/2014. Eventuali prove non valide vanno custodite e gestite con particolare cura, segretezza e buon senso. Vanno usate solo a livello strettamente personale per ponderare, decidere o per indirizzare il proseguo delle indagini. Se si ritiene indispensabile utilizzare prove non valide bisogna sentire innanzitutto un parere legale.






Questa pagina, redatta con aiuto legale, contiene una sintesi generale e orientativa delle principali leggi e sentenze sulle indagini private in Italia. Per qualsiasi dubbio o specificità si raccomanda di sentire un legale. Declinasi ogni responsabilità.



 

In Italia le indagini private avvengono prevalentemente per infedeltà di coppia, controllo dei figli, controllo colf e badanti (furti e maltrattamenti), atti vandalici, tutela del patrimonio e questioni aziendali. Ma è l'infedeltà di coppia a farla  da padrone con un 60% circa dei casi. Fare coppia in modo sano e duraturo è sempre più difficile. L'Italia detiene il record mondiale dei tradimenti di coppia assieme alla Thailandia ed è ai vertici mondiali anche per separazioni, divorzi, separazioni in casa, ecc. La facilità con la quale si può creare una vita sentimentale/sessuale parallela ha dell'incredibile: oltre alle sempre attuali discoteche, palestre, corsi di ballo, feste private, ecc. si sono aggiunti Internet, social, chat e smartphone. Tutto questo comporta rischi connessi alla salute pubblica (M.S.T. Malattie Sessualmente Trasmissibili) e ingenti costi sia per i tradimenti (maggiore cura personale, hotel, regali, ristoranti, svago, indumenti, spostamenti, ecc.) che per le conseguenze dei tradimenti (indagini, avvocati, figli, mantenimenti, nuove case, traslochi, ecc.).



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