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UTILITA'




 Panoramica principali aspetti connessi alle investigazioni e alle tecnologie investigative.

Vademecum sintetizzato su linee generali. Per qualsiasi dubbio si raccomanda di approfondire o di sentire un legale di fiducia.


 

1) E' AMMESSO CONTROLLARE QUALCUNO IN LUOGO PUBBLICO?

In linea generale si. In un luogo pubblico non c'è la tutela dell'art. 615 C.P. (l'art. 615 vieta le interferenze illecite nella vita privata delle persone limitatamente ai luoghi di privata dimora). E' ammesso controllare discretamente movimenti, comportamenti, compagnie, presenza o passaggio in un determinato luogo, ecc. di qualcuno che si trova in luogo pubblico. Numerose sentenze lo confermano. Purchè con modalità, finalità e conseguenze legali (*). 

In linea generale è ammesso anche fotografare/filmare qualcuno che si trova in un luogo pubblico, senza che se ne accorga.
Purchè per motivi di indagine (genericamente definiti dalla legge "motivi di giustizia") e con finalità legali (*). Es. Cassazione 18908/2011. Questo vale anche nel caso in cui dall'esterno si riprendano persone dentro un veicolo (esclusi camper, roulotte, cabine di camion e simili). Tuttavia le immagini non devono mai essere liberamente divulgate (es. su Facebook, Youtube, ad amici, parenti, conoscenti, colleghi, ecc.) senza l'esplicito consenso della persona ritratta. La divulgazione non autorizzata al pubblico, indipendentemente da finalità e conseguenze, realizza una lesione dell'immagine della persona (con aggravanti nel caso di minore). Unica raccomandazione è fotografare/filmare con data e ora in sovraimpressione. Diversamente foto/video possono essere più facilmente contestati dal soggetto indagato.


2) E' AMMESSO PEDINARE UN AUTOVEICOLO IN LUOGO PUBBLICO?

In linea generale si. Un autoveicolo che si trova in un luogo pubblico non è considerato privata dimora. Ne l'abitacolo, ne tantomeno l'autoveicolo nel suo insieme, sono tutelati dall'art. 615 C.P. (interferenze illecite nella vita privata limitatamente ai luoghi di privata dimora). Numerose sentenze lo confermano, fra cui Cassazione 28251/2009, Cassazione 45512/2014, Cassazione 10095/2001, il famoso "caso di Brescia" Cassazione 12042/2008.

E' ammesso seguire discretamente gli spostamenti di un soggetto indagato che si muove in un luogo pubblico (non fa differenza che si muova a piedi o a bordo di un veicolo, che si tratti di pedinamento a vista o con un localizzatore satellitare GPS). La Cassazione ha statuito che un pedinamento potrebbe diventare reato solo qualora il soggetto pedinato, ben accorgendosi di essere seguito a breve distanza, subisca un chiaro disagio e venga spaventato. Se, invece, è all’oscuro di essere pedinato, un pedinamento non può rappresentare molestia di nessun genere (sentenza 48264/2014). Quindi tutto deve avvenire con modalità, finalità e conseguenze legali (*).
Il Codice di Procedura Penale (artt. 266-271) esclude il pedinamento anche dalle ipotesi di "intercettazione" (pedinare non ha nulla a che vedere con l'intercettazione di comunicazioni e conversazioni). E per la legge un localizzatore satellitare GPS è solo"una forma atipica e innominata di pedinamento".  

Infine c'è la importante sentenza della Cassazione 17113/2016 che riguarda l'ambito lavorativo e testualmente recita:
"i datori di lavoro possono legittimamente investigare, direttamente o anche attraverso apposite agenzie, sulle condotte dei propri lavoratori estranee allo svolgimento dell'attività lavorativa": significa che, secondo la Cassazione, non si può controllare di nascosto la qualità del lavoro del dipendente (es. verificare come un tecnico smonta una caldaia è vietato dal D.P.R. 300/70 noto come "statuto dei lavoratori"), ma si possono verificare comportamenti/situazioni che nulla hanno a che vedere con il normale svolgimento del lavoro come l'eccessivo assenteismo, sospetti di rapporti esterni con la concorrenza, di furti, ecc.

Anche il posizionamento e la rimozione del localizzatore devono avvenire in luogo pubblico (non in aree private). Per maggiore tranquillità meglio collocare il localizzatore esternamente al veicolo (calamitato nel sottoscocca) anzichè nell'abitacolo. Oppure usare un localizzatore senza capsula microfonica. Noi ad es. su richiesta offriamo i servizi tecnici di "rimozione fisica elemento captante" o di "produzione all'origine senza elemento captante" con attestazione. Questo evita che l'attenzione della controparte si sposti sul microfono del localizzatore (ipotesi di intercettazione abusiva delle conversazioni). Sebbene la sentenza 28251/2009 della Cassazione abbia minimizzato anche questa possibilità (vedere punto 3).


3) E' AMMESSO POSIZIONARE UN MICROREGISTRATORE O UN MICROFONO GSM DENTRO UN AUTOVEICOLO? O COMUNQUE IN UN LUOGO PUBBLICO?

Per quanto possa sembrare sorprendente, secondo la Cassazione in linea generale si. Esprimendosi in merito all'avvenuto ritrovamento di una microspia audio in un autoveicolo, la Cassazione ha infatti statuito che posizionare tecnologie investigative in grado di captare l'audio all'interno di un autoveicolo non configura violazione dell'art. 615 C.P. (sentenza 28251/2009).
 
Si tratta di una sentenza isolata e le sentenze della Cassazione non sono leggi, bensì la massima autorevolezza nell'interpretazione delle leggi. Secondo alcuni pareri, non si può escludere che una violazione possa concretizzarsi successivamente. L'art. 266 del Codice di Procedura Penale non da una definizione chiara di “intercettazione delle comunicazioni”. Indica solo i requisiti che la compongono, che sono: "assenza dell’autore della registrazione, inconsapevolezza degli interlocutori di essere registrati e ausilio di strumenti meccanici o elettronici idonei a superare le naturali capacità dei sensi". Guardando oltre la sentenza 28251, è evidente che siamo al limite: eventuali informazioni ottenute dovrebbero quindi essere gestite con cura, segretezza e buon senso, senza fare riferimenti diretti/indiretti alle informazioni ottenute ne tantomeno all'apparecchio.

Va infine segnalato che, con riferimento a intercettazioni audio e/o video all'interno di autoveicoli, la Cassazione ha considerato privata dimora (quindi luoghi tutelati dall'art. 615 C.P.) i camper, le roulotte e le cabine di camion. Sebbene si tratti di veicoli, questi mezzi hanno evidenti similitudini con la privata dimora.


4) E' AMMESSO INDAGARE IN PROPRIO?

In linea generale si. In Internet si legge davvero di tutto su questo argomento. La legge italiana consente di svolgere occasionali indagini "fai da te" per tutelare i propri diritti ed interessi legittimi, per prevenire azioni ingiuste a proprio danno, per precostituirsi una prova, per esercitare il proprio diritto di difesa (tutelato in primis dalla Costituzione), per la legittima difesa di incolumità personale, interessi, patrimonio, reputazione, salute, ecc. 

Produrre prove documentali e/o testimoniali per dimostrare al giudice la veridicità delle proprie ragioni compete all’attore (o "parte lesa"). Produrre prove documentali e/o testimoniali per dimostrare al giudice l’infondatezza delle accuse compete al convenuto (o "imputato"). Tradotto significa che entrambe le parti hanno diritto/dovere di produrre prove. Quindi entrambe le parti sono sempre autorizzate a svolgere indagini nel proprio interesse. Purchè con modalità, finalità e conseguenze legali (*) Ovviamente nessuna legge obbliga le parti ad avere la licenza di investigatore privato o ad assumere un detective. L'investigatore privato è quindi una scelta che dipende dalla propria disponibilità economica, dal caso in questione (complessità, particolarità, rischi, prove necessarie, consistenza degli interessi economici in gioco, ecc.), dalle tempistiche richieste dal caso (ci sono casi che richiedono indagini per tempi lunghi o indefinibili) e dalle proprie capacità nel fare indagini "fai da te". Ci sono infatti privati cittadini che stupiscono per intuito, tenacia, creatività, segretezza, conoscenza della materia e buoni risultati nelle indagini in proprio. Ma ci sono anche privati cittadini che non ci sono portati: ad es. il "pedinamento" (si fa per dire) da squadra d'assalto del signore napoletano di cui alla sentenza della Cassazione 18117/2014 (ovviamente non è stato punito il pedinamento, ma il fatto che pedinando ha causato paura e molestia alla consorte). In generale le indagini "fai da te" sono sconsigliate quando ci sono concreti rischi per l'incolumità fisica o grossi interessi economici in gioco.

A conferma di quanto sopra, la sentenza 48264/2014 della Cassazione ha chiarito la fattibilità e la legalità delle indagini occasionali fatte direttamente e personalmente da privati cittadini
La Cassazione ha statuito che "solo nel caso in cui le attività investigative siano effettuate regolarmente, per conto terzi e con fine di lucro è necessaria la licenza di investigatore privato". Ed ha ammesso anche il supporto operativo e testimoniale alle indagini di amici, parenti e conoscenti. Purchè senza fini di lucro. Interessante è anche la sentenza 22093/2015 della Cassazione, che ha dichiarato legittima una telecamera installata su suolo pubblico da un privato cittadino per indagini "fai da te". 
Ultima nota per quanto concerne il "trattamento dei dati personali" (le dichiarazioni sulla privacy che tutti firmiamo ovunque). Secondo la Cassazione le attività di cui sopra "nulla hanno a che fare con il DL 196/03 sul trattamento dei dati personali" (sentenza 12042/2008). Solo le aziende sono tenute a questi adempimenti. Resta comunque il rischio di volazione della privacy se dati e informazioni attinenti la vita privata di qualcuno vengono liberamente divulgati al pubblico.


5) E' AMMESSO REGISTRARE O VIDEOREGISTRARE CONVERSAZIONI, TELEFONATE E INCONTRI, SE CHI EFFETTUA LA REGISTRAZIONE E' PRESENTE?
  

In linea generale si. Una registrazione fatta di nascosto da qualcuno che prende parte ad una conversazione non è intercettazione abusiva di conversazioni. Secondo l'art. 266 C.P.P. infatti il primo requisito di un'intercettazione è che tutti i soggetti captati siano all’oscuro di essere intercettati (chi registra o videoregistra invece lo sa). La Cassazione ha affermato con varie sentenze che "quando la finalità della registrazione è quella di tutelare un diritto proprio o altrui è lecita". Questo perchè "chi prende parte ad una discussione accetta consapevolmente l’eventualità che il suo interlocutore possa captare il contenuto della stessa...". 

Raccomandazioni di un noto studio legale:  

1) Che la modalità sia corretta (registrazione nascosta effettuata da qualcuno che prende parte alla conversazione). 
2) Che la conversazione si tenga in luogo pubblico o, al limite, nella privata dimora del soggetto che effettua la registrazione nascosta (non nella privata dimora del soggetto ignaro della registrazione in corso, quindi stare lontani da casa sua!).
3) Che la finalità sia quella di difendere un proprio diritto e che venga prodotta solo in un giudizio civile o penale, non divulgata a terzi
(*).

Posso registrare le mie telefonate? In Internet si legge di tutto anche su questo argomento. La Cassazione (es. sentenze 16886/2007, 18908/2011) ha statuito che nel caso di privati cittadini è legale registrare le telefonate sulla propria linea senza preavvisare l'altro interlocutore. Poste una corretta finalità, un corretto uso delle registrazioni e che chi effettua la registrazione nascosta sia uno dei due interlocutori. E' raccomandabile la protezione dei files audio contro eventuali ascolti da parte di terzi (password, criptazione, ecc.).


6) E' AMMESSO ACCEDERE AI PUBBLICI REGISTRI?

In linea generale si. Chiunque può accedere ai pubblici registri. E' semplice, economico e di norma non sono richieste motivazioni. Purchè con modalità, finalità e conseguenze legali (*). Ad es. acquisire dati altrui per divulgarli indebitamente al pubblico significa violazione della privacy.
Queste le principali informazioni da pubblici registri alle quali qualsiasi cittadino ha il diritto di accedere:
- Visura catastale, planimetria catastale, mappa catastale, estratto di mappa, rendita catastale, elenco immobili, perizia immobiliare, ecc.
- Visura camerale, visura protesti, scheda persona e report persona, elenco soci, cariche aziendali, visura partecipazioni, visura statuto, ecc.
- Visura targhe automobilistiche, visura proprietari, visura telaio, ecc.
- Visura i
poteche immobili conservatoria, ispezione conservatoria, ecc.
- Visura urbanistica e di P.R.G.
- Certificato tribunale carichi pendenti (anche atti amministrativi).
Alcuni siti Internet si sono specializzati nella fornitura rapida ed economica di informazioni da pubblici registri: fra i tanti segnaliamo http://www.pratiche.it

Posso recarmi in comune e richiedere il certificato di residenza di qualcuno per conoscere il suo indirizzo o dove si è trasferito?
Si e con garanzia di privacy del richiedente. Anche le anagrafi comunali sono pubblici registri liberamente accessibili da parte di chiunque. E' opportuno disporre anche del codice fiscale della persona di cui si richiedono informazioni (non obbligatorio ma consigliabile per evitare omonimie).


 

(*) 

(*) MODALITA': in linea di principio generale, qualsiasi attività di indagine deve avere innanzitutto un preciso soggetto, fatto o circostanza da indagare. Inoltre essere svolta con modalità orientate alla massima discrezione e riservatezza. Ogni fatto o elemento che non sia determinante per ciò che si indaga deve essere ignorato, cestinato, oscurato. Eventuali prove non valide vanno tenute segrete. Anche le prove valide devono essere custodite con massima cura, mai liberamente divulgate al pubblico: devono eventualmente essere esibite solo a legali di fiducia o nelle sedi competenti. Infine qualsiasi attività di indagine deve essere limitata al tempo strettamente necessario per le finalità prefissate.

(*) FINALITA' E CONSEGUENZE: in linea di principio generale, qualsiasi attività di indagine deve avere finalità e conseguenze legali. Le finalità possono essere ad es. tutelare i propri diritti ed interessi legittimi, prevenire azioni ingiuste, precostituirsi una prova, esercitare il diritto di difesa (tutelato in primis dalla Costituzione), legittima difesa di incolumità personale, interessi, patrimonio, reputazione, salute, ecc. 
Finalità e conseguenze non devono essere illegali:
ad es. diffamare, molestare, fare stalking, truffare, trattare dati personali in modo illecito o fraudolento, fare violenza privata, spaventare, aggredire, ricattare, arrecare danni di qualsiasi tipo, rubare, truffare, divulgare indebitamente al pubblico dati personali o informazioni attinenti la vita privata di qualcuno, ecc.

VIOLAZIONE DELLA PRIVACY: spesso c'è confusione fra "interferenze illecite nella vita privata" (art. 615 C.P.) e "violazione della privacy". Le interferenze illecite nella vita privata sono l'acquisizione indebita di notizie o immagini attinenti alla vita privata di qualcuno svolgentesi nei luoghi di privata dimora. La violazione della privacy è invece la divulgazione indebita al pubblico di dati personali e di informazioni attinenti la vita privata di qualcuno.











7) E' AMMESSO INDAGARE IN PRIVATA DIMORA?

In linea generale no. Solo le Forze dell'Ordine possono svolgere attività investigative in private dimore, previo mandato della Magistratura (sono le famose "intercettazioni ambientali").
Questo è dovuto all'art. 615 del C.P. che tutela nello specifico il diritto alla riservatezza nelle private dimore (interferenze illecite nella vita privata svolgentesi nei luoghi di privata dimora, mediante la captazione nascosta di suoni, notizie o immagini). 
Anche nel caso di indagini domestiche, varie sentenze hanno ribadito che coniugi, conviventi e figli hanno diritto alla tutela della loro vita privata fra le mura domestiche ex art. 615 C.P. 

DINTORNI DELLA PRIVATA DIMORA:
la Cassazione, con la sentenza 25666/2003, "ha esteso" la privata dimora anche alle immediate pertinenze dell'abitazione: gli ingressi, i garage, i pianerottoli, ecc. Secondo la Cassazione sono da considerarsi privata dimora "tutte le cose legate con l'abitazione o con altro luogo di privata dimora da stretto rapporto pertinenziale ai sensi dell'art. 817 c.c." Le aree cortilive vengono in solitamente assimilate alla privata dimora se protette da siepi per impedire la visibilità dalla strada. Di norma non sono invece considerate privata dimora le aree condominiali in comune (es. Tribunale di Roma, sentenza 17025/2016). In ogni caso molto dipende dalla tipologia e dallo scopo delle riprese: se si riprende occasionalmente qualcuno che semplicemente entra/esce da una casa (quindi nessun altro aspetto oltre al semplice fatto che la persona è entrata/uscita da quella casa) e se tutto è facilmente visibile dalla strada, di norma non ci può essere alcun illecito.

LUOGHI DI LAVORO: in linea generale, qualora l'indagine abbia per oggetto la vita privata di qualcuno, il luogo di lavoro tende ad essere assimilato alla privata dimora. La Cassazione, con sentenza 10444/2006, ha statuito che “la lesione della riservatezza può consumarsi, attraverso illecite interferenze, anche nei locali ove si svolge il lavoro dei privati (studio professionale, ristorante, bar, negozio, ufficio)." Ma, lo ribadiamo, le sentenze non sono leggi: la stessa Cassazione ha emesso altre sentenze invece più orientate al luogo pubblico. Nei luoghi di lavoro la disciplina coinvolge varie leggi, è soggetta a diversità caso per caso e dovrebbe sempre essere supervisionata da un buon legale di fiducia.

Cosa succede se sono il proprietario della privata dimora e sono a conoscenza di un controllo in corso, ma non sono presente negli ambienti controllati?
In linea di principio "chiunque si trovi nella privata dimora di qualcuno deve considerarsi protetto nella sua privacy ex art. 615 C.P." (es. Cassazione 9235/2012). Gli organi giudicanti sono orientati alla condanna quando tutti i soggetti presenti sono ignari dei controlli in corsoEccezioni sono possibili quando chi effettua le captazioni nascoste in privata dimora è anche presente negli ambienti controllati (es. Cassazione 22221/2017). Altre eccezioni ci sono state nel caso di videoriprese "non comunicative" (prive di audio o altri elementi comunicativi e si vedevano solo persone in rapido movimento poco riconoscibili).


8) E' AMMESSO INDAGARE SU TELEFONATE, SMS, EMAIL, WHATSAPP, POSTA, PC, TABLET, SMARTPHONE?

In linea generale no. Solo le Forze dell'Ordine possono svolgere attività investigative su mezzi per comunicare a distanza previo mandato della Magistratura (sono le famose "intercettazioni telefoniche"). 
Questo è dovuto principalmente agli artt. 617-623 del C.P. che tutelano nello specifico i mezzi per comunicare a distanza e il diritto alla riservatezza delle comunicazioni a distanza (in pratica PC, tablet, telefonini, posta, email, WhatsApp, SMS, ecc.). 
Es. Cassazione 112698/2003. Con la sentenza 2042/2008 invece la Cassazione ha confermato che la tutela degli artt. 617-623 C.P. riguarda solo i mezzi per comunicare a distanza e le comunicazioni a distanza.

Non costituisce attenuante o giusta causa il fatto che il soggetto intercettato utilizzi uno smartphone, un PC, una SIM card, ecc. di proprietà di chi effettua il controllo. Secondo una sentenza della Cassazione, non devono essere violate neppure le comunicazioni facilmente violabili (es. un telefonino lasciato acceso e incustodito con un WhatsApp aperto e comodamente leggibile). 
In linea generale non sarebbero ammessi controlli su mezzi per comunicare a distanza neppure nel caso di minori con di diritti di patria potestà (es. il classico "Spyphone" nel cellulare del minore): ma già qui troviamo possibili eccezioni che fanno capo all'art. 51 del C.P. cioè in presenza di gravi e motivati sospetti di droga, prostituzione, violenza, autolesionismo, ecc.
In ambito domestico ci sono state anche eccezioni caso per caso
quando sono prevalse finalità come tutelare un diritto proprio o altrui, prevenire azioni ingiuste, precostituire prove, esercitare il diritto di difesa: ad es. la interessante sentenza 6432/2016 Tribunale di Roma, la sentenza 249/2015 Tribunale di Trento, la sentenza 9149/2013 Tribunale di Torino.

Se uno solo dei due interlocutori di una telefonata è ascoltabile (es. con una microspia GSM o un microregistratore nell'ambiente) è intercettazione telefonica? No. Secondo la Cassazione l'intercettazione telefonica si configura solo quando entrambi gli interlocutori sono captati. Sentenza 4264/2006.


9) E' AMMESSO ESIBIRE PROVE NON VALIDE?

In linea generale no. Di principio le prove acquisite con modalità in contrasto con legge non sono valide. Es. Cassazione 35681/2014. 
Es. prove ottenute intercettando abusivamente messaggi e telefonate (punto 8), interferendo illecitamente nella vita privata di qualcuno che si trova in privata dimora (punto 7), violando un domicilio art. 614 C.P. 

Uno dei più comuni errori è gestire eventuali prove non valide con leggerezza. A volte si è portati a pensare che "il fine giustifica i mezzi", ma per la legge non funziona così. Eventuali prove non valide dovrebbero sempre rimanere SEGRETE. Usate solo a livello strettamente personale per ponderare e decidere. O al limite usate per indirizzare il proseguo delle indagini, cercando così di acquisire ulteriori prove valide.

Ma esistono eccezioni. Se utilizzare prove non valide è l'unica possibilità, l'esamina approfondita da parte di un buon legale di fiducia è il primo passo (vedere es. sentenze citate alla fine del punto 8)







SE SI NOTANO IPOTESI DI REATO?


A volte, nel corso di attività investigative anche semplici, può capitare di venire a conoscenza di reati in corso. Es. notare un veicolo con targa rubata, stupefacenti, maltrattamenti, giri di pedofilia, prostituzione, furti, truffe, aggressioni. Fatti e circostanze possono essere molto variabili, quindi è meglio sentire un buon legale di fiducia. Qui possiamo solo segnalare che, in linea generale, in Italia la denuncia di reati di cui si è venuti a conoscenza è un atto facoltativo. 
  In Italia la denuncia è obbligatoria solo nei seguenti casi: 

> Reati contro lo Stato (attentati, terrorismo, spionaggio politico-militare, stragi).
> Ci si accorge di aver ricevuto in buona fede denaro falso.
> Si riceve denaro sospetto o si acquistano oggetti di dubbia origine.
> Si viene a conoscenza di depositi di materie esplodenti o rinvenga qualsiasi esplosivo.
> Si subisce un furto o smarrisce un'arma, parte di essa o un esplosivo.
> Rappresentanti sportivi hanno avuto notizia di imbrogli nelle competizioni sportive.





 
TECNOLOGIE INVESTIGATIVE



Il fattore umano è (e sarà sempre) fondamentale.
Ma le tecnologie investigative, l'informatica e la digitalizzazione stanno rivoluzionando il mondo delle indagini, assumendo un ruolo sempre più centrale. 

Un livello qualitativo proporzionato alla posta in gioco è fondamentale.
Il low cost cinese è spesso disprezzato esageratamente, ma in realtà non è disastroso. Tuttavia ha quasi sempre almeno uno di questi tre handicap: dimensioni troppo grosse e/o autonomie delle batterie troppo ridotte e/o scarsa affidabilità. In pratica significano maggiore rischio di essere scoperti e maggiore rischio di perdere l'attimo (cioè quella situazione magari preparata a lungo e non ripetibile che poteva chiudere il caso). Bastano una posizione satellitare mai giunta, un audio debole o distorto, un blocco improvviso, un web-server spento o sovraccarico, dover ricaricare la batteria troppo frequentemente, dimensioni troppo grosse, un settaggio errato, un sensore poco/troppo sensibile, un manuale d'uso incomprensibile, un bisogno urgente di assistenza. 
Per togliersi la curiosità di sbirciare un paio di volte al mese dove vanno marito o moglie il venerdì sera non ha senso spendere 500 o 600 euro. Un low-cost cinese da 150-200 euro è OK. Quando invece i tipici handicap del low-cost cinese possono costare cari, meglio rivolgersi a tecnologie più serie.

Attenzione inoltre a presunti "hacker" che promettono di fornire password e accessi di ogni tipo.
Come anche Edward Snowden (ex direttore tecnico della CIA) ha ricordato, con i moderni sistemi di sicurezza accedere a sistemi informatici è divenuta un'attività estremamente complessa. Non esiste l'hacker solitario come nella cinematografia hollywoodiana, che non usa mai il mouse e batte sulla tastiera alla velocità della luce senza mai fare una pausa. Gli hacker che craccano server, password, account, profili, WiFi, ecc. sono team di lavoro composti dai migliori esperti mondiali in sinergia. E gli esiti sono sempre parziali ed incerti. 
Oggi per ottenere una password di uno smartphone o di Gmail, per leggere le chat di WhatsApp o di Telegram è molto meglio tentare e ritentare con pazienza, con le giuste strategie, le giuste tecnologie investigative piuttosto che assumere "l'hacker" che promette di agire a distanza previo acconto a tre zeri.

Attenzione infine a chi vanta capacità, specializzazioni e risorse investigative che Sherlock Holmes in confronto sembra un allegro pifferaio. Nella realtà i migliori professionisti sono persone umili, riservate, alla mano, appassionate al loro lavoro, concrete, che non amano mettersi in evidenza, che non hanno bisogno di fare troppa pubblicità e che non hanno siti Internet iperbolici. Fatti e sostanza contano molto più dell'immagine. 


Tasti magici di computer che forniscono in pochi istanti informazioni riservate di ogni genere, tecnologie da fantascienza, file audio incomprensibili che diventano chiari come un canto di Pavarotti, file video da buttare che diventano limpidi come un paesaggio, foto che possono essere ingrandite fino a vedere i più piccoli particolari e non sgranano mai, la famosa password "bypass password" che consente l'accesso a qualsiasi super-server... non esistono.




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